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Come Scegliere il Drone

Scritto il 16/04/2024
come scegliere il drone

In questo articolo proponiamo una guida all’acquisto e anche come scegliere il drone più adatto ai propri bisogni e come evitare di acquistare il prodotto sbagliato. Il prezzo di un drone è molto variabile poichè la tipologia varia dal giocattolo per bambini fino al drone professionale.

Scegliere il drone guida

Tipologia

Sappiamo che la parola drone è sinonimo di aeromobile a pilotaggio remoto.
Legalment anche detti UAV, dall’inglese “Unmanned Aerial Vehicle”, ossia “veicolo aereo senza persona a bordo”.
Diventare abili nel pilotaggio di un drone può mettere sulla strada professionale dei “dronisti“, con sbocchi lavorativi nei settori logistici, delle arti visive e addirittura militare, e chissà cos’altro in futuro. Ad esempio in Svezia i droni sono a disposizione dello stato Svedese per il controllo della pesca di frodo e/o delle costruzioni abusive.

Dal 2021 per pilotare un drone di peso uguale o maggiore ai 250 g è obbligatorio possedere un patentino rilasciato dall’ENAC, l’Ente Nazionale Aviazione Civile. Questi cambiamenti hanno visto emergere e spopolare i mini droni, che ad oggi hanno raggiunto capacità tecniche davvero interessanti. Vedi ad esempio DJI Mini 3, Hubsan Zino Mini Pro. Autel Evo Nano, Fimi X8 Mini.

Vediamo quali sono i fattori da prendere in considerazione per capire quale drone comprare.

Facilità d’uso.
Le caratteristiche che riguardano il pilotaggio dei droni, da considerare dunque che tipo di telecomando abbia il drone, quali comandi questo supporti e se vi siano funzioni che facilitano la manovra.

Radiocomando

mini 3 radio con display

Un drone può venire controllato, a seconda del modello, da un radiocomando apposito e/o attraverso un’app per dispositivi mobili. Il primo di questi due casi è il più comune, ma se un tempo la diffusione del comando remoto tramite applicazione per smartphone era riservata a modelli di fascia medio-alta, oggi è possibile trovare diversi modelli economici che ne permettono l’utilizzo.

Per i principiant è sicuramente preferibile un drone con telecomando dedicato, poiché questi sono più intuitivi da usare, soprattutto per quanto riguarda il coordinamento motorio. Normalmente tali radio presentano due stick, simili a quelli dei controller delle principali console, e un numero variabile di pulsanti. Spesso gli stick metallici possono essere rimossi e avvitati in base al bisogno, riducendo eventuali danni e aumentando la portabilità del dispositivo. L’app mobile talvolta ha una selezione di comandi un po’ più limitata, ma è particolarmente utile in caso di controller privi di schermo perché aggiunge la possibilità di sfruttare la funzione FPW, ovvero “First Person View“, che consente di riprendere video e scattare foto visualizzando in tempo reale quanto inquadrato dalla videocamera del drone. I radiocomandi, in questi casi, sono realizzati in modo da inserire il proprio telefono in un alloggiamento dedicato, fornendo ingressi di collegamento che si adattano a qualsiasi smartphone senza problemi. Inoltre, le app di controllo sono disponibili sia per Android, sia per iOS.

Connettività

Radio

Alcuni droni iniziano ad essere dotati di connettività mobile 4G, utile per mantenere il collegamento tra pilota e velivolo in un raggio più ampio, ma ad oggi sono modelli davvero costosi.

Ricordiamo infine che naturalmente la radio ha bisogno di alimentazione, che nei modelli di fascia bassa viene affidata a normali batterie di tipo diverso a seconda del modello. Molto spesso sono pile alcaline; nei modelli di fascia medio-alta è invece piuttosto comune che la batteria sia integrata e ricaricabile.

Autonomia

La seconda cosa che ci si deve chiedere è quanto a lungo possa volare un drone. Per chi non lo sapesse, precisiamo subito che bisogna partire con aspettative piuttosto basse: i modelli di gamma più alta difficilmente volano per più di 40 minuti. I modelli più economici hanno persino meno di 10 minuti di autonomia. Questo si deve al fatto che per alimentare i motori del drone e sostenerne il peso in volo è necessaria parecchia energia, e il rapporto tra potenza e leggerezza di una batteria ad oggi non è particolarmente efficiente anche se lo sviluppo è in costante avanzata.
Le batterie utilizzate sui droni sono naturalmente le più leggere attualmente disponibili, ovvero quelle di tipo Li-Po, al polimero di litio, oppure Li-Ion, agli ioni di litio.
Abbiamo già accennato quali siano i tempi di volo che ci si debba aspettare da un drone, ma possiamo comunque considerare alcune caratteristiche della batteria per capire che prestazioni aspettarci. Potrebbe essere utile prendere in considerazione la possibilità di aquistare una seconda e addirittura una terza batteria.

Tempi di ricarica

Quanto durano le batterie

Purtroppo i tempi di ricarica sono sempre più lunghi dell’autonomia di volo, spaziano infatti dai 60 minuti delle batterie in grado di accettare una ricarica rapida (vedi FIMI X8 mini) fino alle 3 ore. Preferite batterie intercambiabili così potrete inserire batterie di ricambio, tanto più che spesso sono già fornite nella confezione o sono comunque facilmente acquistabili a parte per tutte le marche più note sul mercato.

Distanza di volo

In quanto a prestazioni, la distanza di volo è un altro parametro da considerare quando scegliete quale drone comprare. Le radio dei droni trasmettono solitamente sulla frequenza dei 2,4 GHz, ricca di traffico radio e dunque di interferenze, perciò difficilmente raggiungerete la massima distanza dichiarata. Per massimizzarla dovrete prendere in esame la potenza dell’antenna, che per i droni per uso privato ha un raggio d’azione che va dai 200 ai 5.000 m. Inoltre, per andare lontano prediligete i modelli con GNSS integrato, i quali permettono la pianificazione della rotta pre-volo e con il “pilota automatico”.
Va ricordato che per legge il drone deve sempre rimanere entro il campo visivo del pilota, e che per realizzare riprese in ambiente urbano è spesso necessario richiedere permessi alle autorità.

Fotocamera

Una delle principali attrattive del drone è che, quasi sempre, è equipaggiato già all’acquisto per la fotografia e le riprese aeree. In questi casi non è dunque soltanto divertente pilotare il drone in sé, ma anche esercitarsi a riprendere scatti e sequenze filmate da angolazioni altrimenti impossibili.Drone con videocamera. Chi acquista un drone non può quindi prescindere dal considerare attentamente le caratteristiche della fotocamera in dotazione e valutare se vi sia o meno la possibilità di sostituirla con un altro apparecchio (tipicamente una action cam). Riassumiamo allora le caratteristiche a cui fare attenzione.

Qualità foto

scegliere il drone

Naturalmente come prima cosa vorrete sapere se la fotocamera in dotazione col drone, che sia fissa o meno, possa fare foto di buona qualità. Il numero di pixel che potete trovare in una fotocamera integrata in un drone va dai soli 4 MP ad un massimo di 48 MP sui modelli di gamma elevata. Come avviene per i cameraphone, i modelli più costosi hanno ottiche di maggiore qualità e in certi casi le fotocamere sono estraibili e sostituibili.Drone bassa risoluzioneIl mercato dei droni è molto ampio e i modelli sono molteplici, dotati di fotocamere di tutti i livelli, con lenti di qualità molto variabile. Nei modelli entry level raramente troverete specificate altre caratteristiche della fotocamera, come gli ISO o l’angolo visuale delle lenti.Drone alta definizioneSolamente i droni migliori vengono venduti già equipaggiati con una fotocamera di buon livello, con funzioni come lo scatto multiplo, la possibilità di scegliere tra risoluzioni diverse e di impostare alcuni parametri tecnici.

Qualità video

In secondo luogo valuterete la qualità delle riprese video effettuate dal drone. Si tratta in questo caso di considerare a quale definizione e fps (fotogrammi al secondo) vengano realizzate le sequenze video e se sia possibile o meno cambiare le impostazioni, così da avere ad esempio filmati a risoluzione più bassa, ma che occupino anche meno spazio sulla scheda di memoria, di cui parleremo a breve. Ormai anche i droni di fascia più economica offrono riprese in Full HD e si arriva anche nei modelli più semplici ai 4k di risoluzione. I risultati finali sono però spesso lontani da quanto ci si potrebbe aspettare valutando semplicemente questo dato tecnico, perché spesso la dicitura “4K” viene usata in modo poco appropriato. Considerate sempre che se un drone ha un prezzo di poco più di 100 € non sarà sicuramente equipaggiato con le lenti migliori per le riprese ad alta risoluzione.Drone fotocamera separata

Fotogrammi al secondo

I fotogrammi al secondo (fps) delle riprese video indicano la fluidità delle immagini riprese. Un buon valore sarebbe di 30 fps e solo modelli molto buoni hanno un valore di 60 fps. Per avere riprese di qualità è quindi necessario investire cifre abbastanza importanti, mentre i droni amatoriali possono essere semplicemente un buon modo per allenare le proprie abilità di pilotaggio. Fino a qualche anno fa le immagini professionali venivano realizzate con droni di fascia alta, con fotocamera estraibile e dal prezzo superiore ai 1.500 €, ma oggi esistono droni anche a meno di 1.000 € che permettono di registrare in 4K a 60 fps.Drone connessione

Stabilizzatore gimbal

Tra le specifiche tecniche di un drone troverete sempre menzionato anche il numero degli assi caratterizzante lo stabilizzatore per la fotocamera, tecnicamente chiamato “gimbal“. Leggendo le specifiche bisogna fare attenzione a non confondere gli assi dello stabilizzatore con i sensori di mobilità. Lo stabilizzatore gimbal è lo stesso presente nelle action cam e negli smartphone, può essere motorizzato e, quando è assente, è prevista la possibilità di montarne uno in autonomia. Lo stabilizzatore più comune è quello a 3 assi e tipicamente include motori di panoramica, inclinazione e rotazione. La presenza o meno di uno stabilizzatore fa una grande differenza nella qualità delle riprese: le immagini risultano infatti molto fluide e senza scossoni, proprio perché lo stabilizzatore compensa attivamente i movimenti bruschi cui un drone in volo può essere soggetto.

Memoria

In molti casi la scheda di memoria su cui salvare foto e filmati effettuati in volo non è compresa nella confezione all’acquisto oppure, quando lo è, non è molto capiente, generalmente 16 GB per i modelli base.Drone memoriaIl consiglio è dunque quello di acquistarne una a parte, badando a rispettare le dimensioni massime qualora indicate dal produttore. Sui droni si montano normalmente schede di memoria micro SD e i modelli top di gamma accolgono schede fino a 512 GB. Quasi tutti i dispositivi sono dotati di collegamento tramite mini USB e USB-C, che consente di scaricare i dati dalla memoria sul proprio computer. Il collegamento può anche essere usato per svolgere aggiornamenti di routine, tra i quali l’installazione dei vari firmware che periodicamente vengono messi a disposizione degli utenti e che migliorano le prestazioni dei modelli più sofisticati.

Integrazione mobile

Abbiamo già potuto vedere come in alcuni casi sia possibile controllare il proprio drone da smartphone o tablet, semplicemente installando le applicazioni gratuite messe a disposizione dalle case produttrici.Drone applicazioneMolto spesso però le applicazioni consentono anche (e in alcuni casi solamente) di controllare la fotocamera montata sul velivolo: vale a dire che è possibile visualizzare in tempo reale sullo schermo del proprio dispositivo mobile le immagini riprese dal drone, decidere quando scattare, quando riprendere e condividere le immagini online.Drone smartphoneVedere in tempo reale il “punto di vista” del drone è molto utile quando non è facile seguirlo con lo sguardo, per cui ci si può orientare attraverso le immagini trasmesse dalla fotocamera.

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