dji mini 2 in a3

DJI Mini 2 declassato in A3? Ma SIAMO SICURI?

Dicembre 01, 2021

Cosa stà succedendo realmente? Analizziamo assieme

In questi ultimissimi giorni di Novembre 2021 c’è un gran parlare di una questione, tanto spinosa quanto assurda e quanto inaspettata; il DJI Mini 2 in A3!!

È la questione relativa al DJI MINI 2 che, sembrerebbe, dal 2023 verrà “declassato” in categoria A3 anziché in categoria A1, come tutti fino ad oggi pensavamo considerato il suo peso inferiore ai 250g.

Vedremo che è tutta una questione di terminologia presente nel regolamento, dove il termine peso da solo non basta.

Ma, secondo le impressioni di Drone Italia, il problema potrebbe essere molto più esteso; ne parliamo nei successivi paragrafi, che vi invitiamo a leggere con attenzione, fino alla fine.

Il fatto.

Tutto è emerso a seguito di un video apparso sul canale di uno YouTuber straniero, qui il link (https://www.youtube.com/watch?v=T5xr091Qzdg) in cui si parla di conferme ufficiali mail EASA.

Dopo questo video ci sono stati interventi di altri YouTuber a riprendere la notizia.

Infine è intervenuto anche Quadricottero News, tra i più autorevoli web magazine italiani di settore.

Nel video di Quadricottero, che si linka qui sotto insieme all’articolo, si confermano le risposte ufficiali di EASA, nella persona dell’Ing. Di Rubbo, sulla tematica.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=peecFuBFDNU

Link articolo: https://www.facebook.com/602911993128191/posts/4550649241687760/?d=n

Partendo da queste risposte, Drone Italia con il presente articolo vuole fornire un approfondimento.

La mail di Easa e il problema che ne deriva.

Partiamo dal testo della mail dell’Ing. Di Rubbo inviata a Quadricottero:

“Come parte dei requisiti del marchio di classe, i costruttori saranno obbligati a dichiarare il ‘peso massimo al decollo’ – MTOM (cioe’ quello usato durante la fase di test verificando la sicurezza del drone in tutte le condizioni di volo, considerando il payload piu’ pesante installabile, massimo carburante (se applicabile) e ogni altro accessorio consentito). 

Siamo a conoscenza che non tutti i droni immessi oggi sul mercato hanno l’identificazione del MTOM e per questo motivo l’Articolo 22 usa ‘peso al decollo’ (significando che l’operatore ha il compito di misurare il peso prima del decollo e quindi usare una configurazione che rientri nei limiti della categoria). 

In realta’ come tu hai indicato l’articolo 20 invece fa riferimento al MTOM, quindi una configurazione come quella del DJI Mini 2 non sarebbe ammessa in A1 in quanto il MTOM e’ superiore ai 250g. 

In realta’ penso che dovremmo considerare se il riferimento al MTOM in articolo 20 sia corretto (in quanto si applicano le stesse considerazioni che abbiamo fatto per l’Articolo 22) e questo punto e’ inserito nella mia lista di miglioramenti al regolamento che proporrò alla Commissione per il prossimo anno.”

Analizzando quanto scritto sopra, secondo Easa il problema è:

  • l’articolo 20 del regolamento che prevede un MTOM
  • la definizione stessa di MTOM
  • Il MTOM del DJI Mini 2 che è ritenuto superiore a 250g.

Emerge anche il dubbio EASA se il riferimento al MTOM nell’articolo 20 sia corretto o meno, da valutare.

Approfondiamo di seguito e alla fine traiamo le nostre impressioni.

Il focus sul problema: l’articolo 20.

Partiamo dal testo dell’articolo 20 del regolamento, che riportiamo integralmente per comodità qui di seguito:

Articolo 20 

Disposizioni particolari concernenti l’uso di determinati UAS nella categoria «aperta» 

I tipi di UAS ai sensi della decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (9), che non sono conformi al regolamento delegato (UE) 2019/945 e che non sono costruiti da privati, possono continuare ad essere utilizzati alle seguenti condizioni, qualora siano immessi sul mercato prima del 01 luglio 2022 (modificato poi in 01 gennaio 2023): 

a) nella sottocategoria A1, come definita nella parte A dell’allegato, a condizione che l’aeromobile senza equipaggio abbia una massa massima al decollo inferiore a 250 g, compreso il carico utile; 

b) nella sottocategoria A3, come definita nella parte A dell’allegato, a condizione che l’aeromobile senza equipaggio abbia una massa massima al decollo inferiore a 25 kg, compreso il carburante e il carico utile. 

A quali droni si riferisce quindi l’articolo 20?

A tutti i droni attualmente presenti nel mercato, e comunque immessi prima del 2023, sprovvisti di marcatura di classe (quella prevista dal regolamento 945), non autocostruiti, di qualsiasi marca e peso.

Cosa va a disciplinare l’articolo?

L’articolo disciplina come dovranno essere utilizzati in futuro (dal 2023) i droni attualmente in commercio, creando sostanzialmente due categorie di droni: 

  1. Quelli con MTOM inferiore a 250g, compreso il carico utile, che finiranno in A1
  2. Quelli con MTOM inferiore a 25 kg, compreso il carico utile, che finiranno in A3

La discriminante è quindi il valore del MTOM (massa massima al decollo).

Ma ATTENZIONE!!!  

Entrambe le sottocategorie, prevedono un MTOM!!!

Non soltanto la A1.

Riprenderemo in seguito questo aspetto determinante.

Il focus sul problema: il valore MTOM.

Il regolamento europeo UE 2019/947, all’art 2 “DEFINIZIONI”, al punto 22) definisce il MTOM come segue:

  1. «massa massima al decollo» («MTOM»): la massa massima dell’aeromobile senza equipaggio, compreso il carico utile e il carburante, quale definita dal fabbricante o dal costruttore, alla quale è consentito l’esercizio dell’aeromobile senza equipaggio;

Ma ATTENZIONE!!!

Il valore di questa massa massima (MTOM) è “definita dal fabbricante”!!!

Non si parla di MTOM desunto, presumibile, ipotizzabile, calcolato, ecc.!!! 

Viene usato il termine “definito”,  quindi certo e scritto.

Riprenderemo in seguito anche quest’altro aspetto determinante.

Le nostre considerazioni a caldo.

Premesso che quelle di seguito esposte sono solo considerazioni personali, in attesa degli sviluppi ufficiali della vicenda, vediamo di capirci qualcosa.

PRIMA CONSIDERAZIONE:

Perché il DJI Mini 2 (e Mini 1) dovrebbe quindi finire in A3?

Secondo la risposta mail di Easa a Quadricottero, come abbiamo letto precedentemente,  perchè “il MTOM del DJI Mini 2 è superiore a 250g”. (leggi sopra)

Ma questo è un valore “definito” dal costruttore (DJI), come prevede la definizione di MTOM (leggi sopra)?

Se si, in quale documento lo troviamo?

Oppure è solo una “logica considerazione”,  partendo dal peso del drone (249g) e aggiungendo ipotetici accessori?

Se questa faccenda sta sollevando un polverone, e si sta quindi ragionando in termini normativo-giuridici, è giusto allora basarci sulla corretta terminologia inserita nel Regolamento, e non sulle considerazioni o deduzioni, seppur logiche che siano.

Il “MTOM usato durante la fase dei test”, come si legge nella prima parte della mail, si riferisce a quello che avverrà in futuro per ottenere la marcatura di classe.

Ad oggi, senza necessità di avere la marcatura, il costruttore (DJI) non è obbligato ad eseguire, e quindi dichiarare, nessun test, pertanto nessun MTOM.

Riassumendo: se il MTOM è la discriminante, questo valore deve essere definito e non dedotto.

SECONDA CONSIDERAZIONE:

Direttamente dipendente dalla prima.

Se un drone attualmente in commercio, qualsiasi drone, marca o modello che sia, NON possiede un MTOM “definito” dal fabbricante, come si farà nel 2023 ad utilizzarlo?

In sostanza, come si potrà definire la sua sottocategoria (A1 o A3) applicando quindi l’art. 20 lettera a) ed anche lettera b) che, in entrambi i casi, richiede un MTOM?

Si rischia, legalmente parlando, di non avere la copertura normativa per utilizzare NESSUN DRONE ATTUALMENTE IN COMMERCIO!

Da questo se ne deduce che l’intervento della Commissione Europea sulla revisione del testo 947/2019, più che un auspicio dell’Ing. Di Rubbo, sia strettamente e urgentemente necessario.

TERZA CONSIDERAZIONE:

Operatore e pilota UAS, come sapete, hanno delle responsabilità ben precise legate alle istruzioni fornite dal fabbricante.

L’operatore UAS, ai sensi del regolamento europeo -punto UAS.OPEN.050 Responsabilità dell’operatore UAS – deve soddisfare (tra le altre cose):

4)  garantire che i piloti remoti e tutti gli altri membri del personale che svolgono un compito a sostegno delle operazioni abbiano familiarità con le istruzioni fornite dal fabbricante dell’UAS 

Il pilota UAS, ai sensi del regolamento europeo – punto UAS.OPEN.060 Responsabilità del pilota remoto – durante il volo, deve (tra le altre cose): 

“utilizzare l’UAS conformemente alle istruzioni fornite dal fabbricante, comprese le eventuali limitazioni applicabili”

Ciò premesso….

Se io, pilota/operatore, devo obbligatoriamente conoscere ed applicare le istruzioni del fabbricante, a quelle mi attenengo.

Abbiamo quindi scaricato e verificato il Manuale di istruzioni del DJI Mini 2, versione 1.4 del Giugno 2021.

Da nessuna parte, nel manuale, è indicata l’esistenza di accessori compatibili originali DJI, oppure di terze parti, tipo il para-eliche o altri accessori (filtri, ecc); non è indicato il loro corretto utilizzo, né le limitazioni connesse alla sicurezza.

Ne consegue che, DI FATTO, in assenza di indicazioni del fabbricante, non sarebbe possibile utilizzare alcun accessorio, almeno nel caso esaminato del DJI Mini 2.

Facciamo un esempio: se io monto un para-eliche autocostruito, magari in materiale pesante, e il drone cade procurando danni a persone o cose, come posso io pilota affermare di aver rispettato le istruzioni/limitazioni del fabbricante, se tali indicazioni sono mancanti?

Cosa se ne deduce da questo ragionamento?

Secondo la nostra opinione, se non posso montare accessori sul DJI Mini 2, allora il suo Take-Off Weight dichiarato nelle specifiche tecniche, potrebbe tranquillamente coincidere con il MTOM.

Conclusioni

Può un singolo acronimo mettere in discussione certezze date oramai per acquisite da oltre due anni in tutta Europa?

Può un acronimo annullare gli sforzi industriali di un produttore leader mondiale di droni, vanificando il progetto DJI Mini inferiore ai 250g?

Sembra proprio di si, stando alle dichiarazioni Easa.

D’altronde si sa, in una legge anche la singola virgola ha il suo peso e può cambiare drasticamente l’interpretazione dell’intero disposto normativo.

Eppure, a leggere tra le righe, sembrerebbe trattarsi di una possibile “svista” normativa.

A questo punto però, aggiungiamo noi di Drone Italia, se tecnicismo burocratico dev’essere, allora che tecnicismo burocratico sia fino in fondo!!!

Se tutto rischia di “saltare” per l’acronimo MTOM, presente nell’articolo 20, allora è giusto approfondire bene tutti gli aspetti ad esso correlati.

Primo aspetto fra tutti: il MTOM è previsto che sia “definito dal fabbricante”.

Pertanto non sembrerebbe corretto affermare che il MTOM del DJI Mini 2 sia superiore a 250g; se non è definito, non è definito! E non può essere desunto per logica o calcoli vari.

Secondo aspetto: nel testo dell’articolo 20 del regolamento 947/2019, sia la lettera a) e sia la lettera b) fanno riferimento ad un MTOM, quindi ad un valore definito.

In mancanza di tale valore definito, nessun drone attualmente in commercio potrà essere utilizzato legalmente a partire dal 2023, nè in sottocategoria A1, né in sottocategoria A3.

Pertanto, l’articolo 20 è evidentemente da correggere, e anche al più presto, onde evitare che milioni di operatori sparsi in tutti gli Stati Easa si ritrovino nel 2023 senza una corretta copertura normativa.

Terzo aspetto: se nelle istruzioni del fabbricante, che sono vincolanti ai fini del regolamento, non sono previsti accessori e le relative modalità di corretto impiego in sicurezza, se ne deduce che un operatore/pilota non potrebbe in nessun caso agire d’iniziativa e installare alcun accessorio; di conseguenza, se non posso installare accessori perchè non previsto, il peso del drone al decollo coincide con la massa massima al decollo.

Ultimo aspetto: DJI avrebbe tranquillamente la possibilità, entro il 2023, di fornire una nuova release del manuale di istruzioni dei droni, sostituendo il termine Take-Off Weight con il termine Maximum Take-Off Mass (MTOM).

D’altronde, parlando di art. 20, quindi droni già in commercio, da nessuna parte del regolamento è indicato che il MTOM deve essere definito all’atto dell’immissione sul mercato; di conseguenza DJI potrebbe indicarlo successivamente, riportando nuovamente le cose così per come le abbiamo conosciute ed interpretate fino alla settimana scorsa.

Noi crediamo che alla fine si risolverà tutto per il meglio, e ci sarà il cambio della definizione di MTOM. Questa è la soluzione più semplice e auspicata dall’Ing. Di Rubbo stesso, e quindi probabilmente questo polverone che si è alzato ricadrà senza nessuna conseguenza per noi dronisti.

Godetevi il vostro volo con il drone, nella legalità e state tranquilli.

Il gioiellino che avete acquistato difficilmente ricadrà in A3.

Ad ogni modo fino al 2024 c’è molto tempo, nella peggiore delle ipotesi ci penseremo con calma.

Ma una domanda… quanti di voi nel 2024 avranno ancora il Dji Mini 2?

Grazie per aver letto questo articolo.

Lo staff di Drone Italia.


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Autore

Max Barbaro

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