Operazioni UAS in zona D: cosa fare?

Premessa

Operazioni UAS in zona D: cosa fare? Bella domanda!

In Italia, al momento, le operazioni UAS all’interno delle Zone Geografiche UAS coincidenti con le Zone D (Dangerous) sono vietate.

Queste sono le disposizioni contenute al punto 5.3 della Circolare ENAC ATM-09/A.

ENAC però, nello stesso punto 5.3 della Circolare, prevede la possibilità di ottenere delle deroghe al divieto, attraverso specifica autorizzazione.

Ma come fare in pratica per ottenere questa autorizzazione?

Come si deve comportare un operatore UAS che intende effettuare un’operazione all’interno di una Zona Geografica coincidente con una Zona D?

Che procedure ENAC deve seguire?

A chi deve inoltrare la richiesta?

E sopratutto… in quale forma?

Le risposte a queste domande non sono così scontate, e ci sono incongruenze normative.

Drone Italia si è posta queste domande e nel presente articolo vediamo di approfondire la tematica “operazioni UAS in zona D”.

COSA È UNA ZONA D?

Nel modo dell’aviazione tradizionale con pilota (manned), una zona D (Dangerous) è una porzione di spazio aereo al cui interno sono presenti pericoli per la navigazione aerea.

Questa restrizione è applicata solo quando il pericolo potenziale per aeromobili in volo NON ha portato all’istituzione di una zona regolamentata o di una zona vietata.

In altre parole… una zona D non è una zona espressamente vietata al volo, come la Zona P, né tantomeno è una zona il cui permesso di ingresso e sorvolo è soggetto a delle regole prestabilite, come per la Zona R.

Lo scopo dell’istituzione di una zona pericolosa D è di richiamare l’attenzione degli esercenti o dei piloti degli aeromobili sul pericolo potenziale, lasciando loro la facoltà di giudicare se tale pericolo rischia di compromettere la sicurezza degli aeromobili dei quali sono responsabili.

In altre parole… il pilota può scegliere se volare o meno in una zona D, conoscendone i pericoli, SENZA essere obbligato a chiedere autorizzazioni a nessuno.

I pericoli possono essere di varia natura: esercitazioni militari, esercitazioni di tiro al fuoco, emissioni raggi laser, attività volovelistica, attività vulcanica, attività rifornimento in volo, innalzamento di palloni frenati per scopi scientifici, un impianto eolico, ecc. ecc.

La presenza di una Zona D è chiaramente indicata all’interno della pubblicazione AIP-Italia, nella sezione ENR-5.1.

Ogni zona è contrassegnata da un indicatore LI-D seguita da un numero che contraddistingue univocamente ogni zona costituita.

Esempio: “LI-D33 Fonni”

Per chi vuole vi rimandiamo a questo articolo per un approfondimento su operazioni UAS in zona D: cosa fare.

In ambito droni, sono state istituite altrettante zone GEO UAS per ciascuna zona D presente in Italia.

ANALIZZIAMO IL DIVIETO PER GLI UAS.

Abbiamo appena visto che un pilota tradizionale può volare, a suo rischio e pericolo, dentro una zona D.

Sicuramente farà in modo di evitarla quando si stanno svolgendo le attività in essa previste; ma il punto è che può volarci, volendo sempre, e senza dover chiedere a nessuno!

Il pilota di UAS invece non può!

Da cosa scaturisce il divieto per il pilota UAS?

Precisamente dalla Circolare ENAC ATM-09/A che, al punto 5.3, vieta le operazioni UAS nelle Zone Geografiche coincidenti con le Zone D.

Di seguito un estratto:

5.3 Le zone geografiche così come definite al paragrafo 5.1.b), coincidenti con le zone classificate come:

a) P e D: sono vietate alle operazioni UAS…

Ma allo stesso tempo ci consente delle deroghe al divieto, testualmente:

“Eventuali deroghe a operare in tali zone possono essere autorizzate secondo le disposizioni vigenti, applicate agli aeromobili con equipaggio, e contenute nelle circolari ENAC serie ATM”.

CERCHIAMO DI CAPIRE…..

  1. Le deroghe si possono avere secondo le disposizioni applicate agli aeromobili con equipaggio
  2. queste disposizioni sono contenute nelle circolari ENAC serie ATM

È quindi evidente che per ottenere queste deroghe NON dobbiamo utilizzare la Circolare ATM-09/A, in quanto la stessa è specifica per UAS…
mentre invece è scritto chiaramente che per ottenere le deroghe dobbiamo seguire le disposizioni “applicate agli aeromobili con equipaggio”.

Oltretutto l’ATM-09/A ci rimanda ad altre circolari ATM emesse da ENAC, per cui dobbiamo vedere quali sono.

QUINDI….

Qual’è la Circolare ENAC, serie ATM, che si rivolge agli aeromobili con equipaggio e che tratta di zone soggette a restrizioni?

Eccole:

  • la ATM-05/B, per periodi inferiori a 90gg
  • la ATM-03/C, per periodi superiori a 90gg.

Poiché siamo interessati ad operare in una zona D, presumendo per un periodo breve e comunque inferiore a 90gg, andremo ad analizzare di seguito soltanto la ATM-05/B.

CIRCOLARE ATM-05/B: LO SCOPO

Quale è lo scopo della circolare?

Letteralmente:

“La presente Circolare definisce i criteri e le procedure per”:

  • l’istituzione di una segregazione temporanea dello spazio aereo, c.d. “riserva di spazio aereo”, per le operazioni all’interno di zone soggette a restrizione”
  • la diffusione di opportune informazioni, relativamente allo svolgimento di eventi, attraverso l’emissione di NOTAM o Supplemento AIP, a seconda dei casi.

Pertanto la circolare ha un duplice scopo.

Andando proprio nello specifico al punto 5.1 della Circolare in questione sono menzionate le attività oggetto della circolare:

a) ordine pubblico e sicurezza (art. 793 Codice della Navigazione);
b) manifestazioni, gare aeree ed eventi complessi;
c) operazioni in zone soggette a restrizione;
d) lancio di paracadutisti e/o di materiali;
e) innalzamento di palloni liberi senza equipaggio;
f) emissione di raggi laser e fasci luminosi;
g) innalzamento di palloni e aerostati (senza motore) vincolati senza equipaggio;
h) esecuzione di fuochi pirotecnici;
i) altri eventi o attività che potrebbero costituire pericolo per la navigazione aerea.

Noi che vogliamo operare con un UAS in zona D, siamo sicuramente interessati alla sola lettera c) “operazioni in zone soggette a restrizione”; infatti nella definizione di “Restrizione dello spazio aereo” sono comprese sia le zone D, le zone R e le zone P.

Tutto il resto non ci interessa, sono altri tipi di operazioni che interessano lo spazio aereo in forme diverse.

CIRCOLARE ATM-05/B: OPERAZIONI IN ZONE SOGGETTE A RESTRIZIONI 

Entrando nel vivo delle disposizioni della Circolare ENAC in questione, vediamo come procedere.

Il punto 6.1, nel descrivere la procedura di riserva dello spazio aereo, esclude le “operazioni in zone soggette a restrizione”, rimandando all’apposito paragrafo.

Letteralmente è scritto:

“ad eccezione di “ordine pubblico e sicurezza”, “manifestazioni gare aeree ed eventi complessi” ed “operazioni in zone soggette a restrizione”, per le quali si rimanda agli appositi paragrafi”

Questa esclusione è molto importante, anzi è fondamentale… in quanto i successivi punti 6.2, 6.3, 6.4,  NON sono applicabili alle operazioni in zone soggette a restrizioni, come una zona D.

Andiamo quindi a cercare “l’apposito paragrafo”.

Scorrendo la Circolare, arriviamo finalmente al punto 11 della ATM-05/B che disciplina le “operazioni in zone soggette a restrizione”.

E qui troviamo l’anomalia normativa!

L’ANOMALIA NORMATIVA PER LE ZONE D.

Siamo partiti con l’esigenza di volare legalmente, quindi autorizzati, con il drone dentro una zona D (dangerous, pericolosa).

Nel corso dell’articolo, abbiamo visto che un pilota di aeromobile tradizionale può volare in una zona D, a suo rischio e pericolo, senza dover chiedere a nessuno.

Poi però abbiamo visto che invece un pilota UAS non può farlo; per lui entrano in ballo le zone Geografiche UAS e  la Circolare ATM-09/A che dispone il divieto.

Poi abbiamo letto che la stessa Circolare ATM-09/A prevede deroghe a questo divieto.

Inoltre abbiamo letto che tali deroghe sono le stesse applicabili ai piloti tradizionali e riportate nelle circolari serie ATM dell’Enac.

Quindi abbiamo accantonato la Circolare ATM-09/A, specifica per gli UAS, in cerca di altra circolare ATM che facesse al caso nostro.

Siamo approdati nella Circolare ATM-05/B che tratta delle riserve di spazio aereo.

Scorrendo la circolare, al punto 6.1, abbiamo capito che le operazioni all’interno di zone soggette a restrizione, come lo è una zona D, sono disciplinate in un apposito paragrafo.

E SIAMO GIUNTI AL PARAGRAFO 11.

Riportiamo testualmente quanto scritto:

Le operazioni all’interno delle zone regolamentate (R) quando attive, delle zone vietate (P) nonché delle zone soggette a restrizione di varia natura pubblicate in AIP-Italia ENR 5, sono subordinate a nulla osta rilasciato direttamente dalle competenti Amministrazioni che hanno chiesto (originatore) l’istituzione delle suddette zone.

Come potete leggere NON si parla di zone D!!!

Ecco l’anomalia!

In altre parole…

  • ci sono le disposizioni da seguire se dovete volare in una zona P (proibita) tipo un carcere ad esempio;
  • ci sono le disposizioni se dovete volare in zona R (regolamentata), ad esempio su alcune città per motivi di sicurezza
  • NON CI SONO disposizioni se dovete volare in una zona D.

CONCLUSIONI

Perché un articolo così lungo e noioso?

Semplice…

Perché ENAC ha creato confusione sotto questo aspetto.

E noi vorremmo aiutare i piloti UAS a non commettere errori, sprecare soldi, sprecare tempo.

Ci sono tanti piloti UAS che hanno necessità di operare in una zona Geografica UAS che coincide con una zona D, riportata in D-FLIGHT.

Queste persone troppo spesso mettono in atto procedure errate di richiesta di autorizzazione, basate sul sentito dire, o peggio su indicazioni (errate) del Centro di Addestramento dove magari avevano conseguito l’attestato un tempo.

C’è chi invia il modello ATM-09/A, chi il modello ATM-05/B, chi invia una richiesta su carta semplice; c’è chi paga tariffe preventive sul portale ENAC, chi paga marche da bollo, chi paga per emissione di NOTAM non necessari.

Oppure alcuni sbagliano iter autorizzativo, sbagliano l’Ente cui inoltrare la richiesta, allungano le tempistiche in modo farraginoso.

Con questo articolo DRONE ITALIA vuole solo accendere un riflettore sulla questione “autorizzazione di operazioni UAS in Zone D”, invitando piloti e/o operatori UAS  a contattare per iscritto l’ENAC e  farsi indicare, nero su bianco, qual’è l’iter corretto.

STATE ATTENTI…. non sprecate tempo e denaro se non necessario! Chiedete ai diretti interessati (Enac).

Nel frattempo, in qualità di neo-costituita Associazione di settore, Drone Italia si farà promotrice con ENAC di un percorso di collaborazione finalizzato a un esplicito chiarimento normativo.

Sperando che l’articolo vi sia piaciuto, vi invitiamo a seguirci su DRONE ITALIA.


Articolo pubblicato a Settembre 2021.

Autore: Max Barbaro

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