Prodrone esperimento

PRODRONE: primo drone combinato acqua-aria al mondo

Dicembre 22, 2021
Prodrone aria acqua

Il 17 novembre 2021.

Prodrone ha annunciato di aver dimostrato con successo il primo drone combinato acqua-aria al mondo; è in grado di volare autonomamente ed eseguire fotografie subacquee a distanza.

Il mezzo usato combina un drone aereo e un drone subacqueo per volare in aria e tuffarsi in acqua.

Supporta la comunicazione mobile, può essere utilizzato in modo autonomo e remoto e può trasmettere immagini da telecamere aeree e subacquee in tempo reale. 

Con il dispositivo di posizionamento acustico è possibile immergersi e scattare, mentre si controllano le informazioni sulla posizione, anche in acque senza GPS.

La prima sperimentazione

In questa dimostrazione, è stata eseguita una fotografia subacquea con l’aeromobile, presupponendo l’ispezione delle apparecchiature per la generazione di energia eolica offshore.

Con il successo di questa dimostrazione, possiamo aspettarci riprese efficienti e riduzione dei costi per garantire la sicurezza passando alle indagini sull’aereo.

Prodrone drone combinato acqua aria al mondo.

I dettagli

Questo drone con prestazioni impermeabili può indagare sulla vita acquatica e sulla topografia in acque poco profonde.

Dando galleggiabilità alle quattro parti del rotore, e alla parte centrale della fusoliera, è diventato possibile per il drone atterrare stabilmente sulla superficie dell’acqua.

La telecamera montata nella porta della cupola, nella parte inferiore della fusoliera, riprende immagini a volo d’uccello dal cielo e riprese subacquee; poi le trasmette e le registra in tempo reale con le informazioni sulla posizione GPS.

Inoltre, ha un sensore di tipo ultrasonico, in grado di misurare la profondità dell’acqua e la temperatura dell’acqua di mare, necessaria per la valutazione della crescita dei coralli.


In questa indagine con l’aiuto delle informazioni GPS, non è necessario immergere marcatori come quadrati (cornice rettangolari) e linee sul fondo del mare da parte dell’uomo.

Ciò ha notevolmente ridotto i tempi per le indagini e migliorato la sicurezza.


Il test di verifica è stato condotto su barriere coralline di circa 5.000 m2, nell’area marina delle Isole Kerama. 

Il drone ha confermato la barriera corallina dalla vista dall’alto dal cielo e fotografato mentre si muoveva sulla superficie dell’acqua dopo aver volato e arrivando al punto determinato dall’operatore. 

Ora è possibile esaminare la distribuzione del corallo e la sua tipologia attraverso la fotografia subacquea dopo l’atterraggio. 

Accumulando la registrazione video, insieme alle informazioni sulla posizione del punto di ripresa, è possibile monitorare continuamente l’area di riproduzione del corallo.

Prodrone esperimento

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Autore

Max Barbaro

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